UP
Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro.
UP è una Comunità Educativa Riabilitativa Integrata, a carattere residenziale che accoglie un massimo di 11 minori, di entrambi i generi, in età compresa tra i 13 e i 21 anni caratterizzati da disturbi della condotta esternalizzanti.
Il servizio è attivo 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno.
I disturbi della condotta internalizzanti rappresentano una delle sfide più complesse e silenziose della psicopatologia dell’età evolutiva. I comportamenti esternalizzanti (come l’aggressività o la delinquenza) attirano l’attenzione immediata a causa del loro impatto distruttivo sull’ambiente circostante. Rappresentano una categoria problematiche in cui il disagio emotivo e psicologico dell’adolescente non viene trattenuto all’interno, ma viene riversato verso l’esterno attraverso comportamenti visibili, impulsivi e spesso conflittuali con l’ambiente circostante. I disturbi esternalizzanti colpiscono direttamente il contesto sociale, familiare e scolastico.
I minori inseriti in strutture comunitarie manifestano una vulnerabilità emotiva unica, che richiede un cambio di paradigma rispetto ad una gestione incentrata sul controllo del comportamento a un intervento clinico-educativo focalizzato sulla sofferenza profonda. Portano con sé un bagaglio significativo di traumi pregressi, spesso legati a storie di abuso, trascuratezza o gravi disfunzioni familiari.
La vita in Comunità può inoltre amplificare questi vissuti. Se da un lato la struttura offre protezione e stabilità, dall’altro impone la condivisione forzata degli spazi, la turnazione delle figure educative e il costante confronto con i traumi altrui. La mancanza di una privacy emotiva e la precarietà dei legami affettivi possono alimentare il senso di solitudine e l’ideazione suicidaria. È evidente, quindi, che il setting comunitario debba evolversi per non trasformarsi in un fattore di mantenimento del malessere.
Per affrontare efficacemente questa problematica, la Comunità UP implementa strategie d’équipe multidisciplinari e personalizzate. In primo luogo, l’osservazione degli educatori non si limita alla rilevazione delle condotte problematiche evidenti, ma si affina nella lettura dei segnali deboli, come il mutismo selettivo, l’apatia o le alterazioni del sonno e dell’appetito.
In secondo luogo, il trattamento psicoterapeutico individuale viene integrato stabilmente nella routine quotidiana, offrendo al minore uno spazio sicuro e costante in cui elaborare il trauma dell’allontanamento dalla famiglia. Infine, la Comunità UP si configura come un “ambiente terapeutico globale”, dove ogni interazione quotidiana è orientata alla ricostruzione della fiducia nell’altro e all’alfabetizzazione emotiva.
Le caratteristiche principali dei disturbi della condotta esternalizzanti includono:
- Oppositività e provocazione: si manifesta la tendenza costante a sfidare le regole, l’autorità dei genitori e degli insegnanti.
- Aggressività: vi è un sistematico ricorso ad agiti verbali o fisici contro persone, animali o proprietà.
- Impulsività e scarsa autoregolazione: il funzionamento presenta una difficoltà marcata a differire la gratificazione e a controllare le risposte emotive immediate.
- Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD): caratterizzato da disattenzione, impulsività e iperattività motoria che compromettono il funzionamento quotidiano
- Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP): definito da un pattern persistente di umore collerico, comportamento polemico e vendicativo
- Disturbo della Condotta (DC): La forma più severa, che implica la violazione sistematica dei diritti altrui e delle norme sociali (es. furti, vandalismo, aggressioni)
- Biologici e neurobiologici: vulnerabilità genetiche o disfunzioni nei sistemi cerebrali deputati al controllo degli impulsi
- Ambientali e familiari: contesti di forte conflitto, stili educativi eccessivamente permissivi o, al contrario, punitivi e incoerenti
- Sociali: influenza del gruppo dei pari e l’esposizione a modelli comportamentali aggressivi o devianti.
- Interventi psicoterapeutici: percorsi di terapia cognitivo-comportamentale per aiutare il ragazzo a riconoscere i propri stati emotivi e a sviluppare strategie alternative di autoregolazione
- Parent Training: percorsi di supporto per i genitori, volti a migliorare la comunicazione e a stabilire regole chiare e coerenti
- Lavoro di rete con la Scuola: strategie inclusive in ambito scolastico per favorire l’apprendimento e ridurre la conflittualità in classe.
- Assistenziale ed educativo: per favorire la cura della persona e dei propri spazi;
- Psicologico: per un sostegno sulle criticità del qui ed ora e sullo sviluppo di risorse e strategie di fronteggiamento nel quotidiano;
- Psicoterapeutico: secondo un approccio di tipo cognitivo-comportamentale, considerato il più efficace nel trattamento delle dipendenze, allo scopo di modificare i comportamenti di dipendenza modificando i costrutti cognitivi che sono alla base del comportamento dipendente o promuovendo i costrutti positivi o la motivazione a cambiare il comportamento.
- Psicofarmacologico e sanitario: l’equipe specializzata si occupa della somministrazione e del monitoraggio dell’eventuale terapia farmacologica impostata dai Servizi sanitari ai quali il ragazzo è in carico; l’equipe si prende cura anche della gestione delle visite e degli esami medici richiesti.








