LEGO

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comunità LEGO

LEGO è una Comunità Terapeutica Riabilitativa a carattere residenziale che accoglie un massimo di 16 minori, di entrambi i generi, in età compresa tra i 14 e i 21 anni, affetti da disturbi comportamentali, patologie di interesse neuropsichiatrico, dipendenza da sostanze o alcool, comportamenti di addiction, dimensione penale. In particolare la struttura integra l’aspetto terapeutico, educativo e riabilitativo.

Il compito principale di LEGO è quello di riattivare un processo evolutivo “bloccato” attraverso il raggiungimento del miglior livello di autonomia possibile, rendendo manifeste le potenzialità degli ospiti, promuovendo il benessere e lo sviluppo di strategie cognitive e comportamentali efficaci e facilitando la reintegrazione sociale.

L’invio del caso avviene esclusivamente su presentazione dei Servizi di NPI e/o del Dipartimento per le Dipendenze. Vengono accolti anche neomaggiorenni in trattamento sostitutivo e con un programma a scalare.

Pre-accoglienza: viene chiesta in prima istanza una relazione di presentazione che descriva la situazione, riporti i dati anamnestici generali, gli elementi valutativi e diagnostici, i punti di forza e di debolezza dell’ospite, la situazione familiare, gli obiettivi terapeutico/riabilitativi che si intendono raggiungere con l’inserimento. A seguito della condivisione in équipe, vengono effettuati alcuni colloqui (2-3) con l’obiettivo di rinforzare la motivazione, conoscere la storia e presentare la struttura. Durante tale fase sono previsti anche dei colloqui di conoscenza con i genitori.

disperazione

Il modello cui si ispira alle Comunità del Nord Europa: un complesso residenziale isolato, immerso nel verde, articolato in quattro aree che rappresentano lo sviluppo del percorso riabilitativo:

  1. ex ducere (tirare fuori): è la fase di accesso ai servizi e di reciproca conoscenza (minore/equipe). In questa fase vengono definiti i bisogni del minore e della sua famiglia (assessment). Con i Servizi Sanitari ed i Servizi Sociali invianti viene steso un primo progetto di intervento in cui sono declinati obiettivi, tempi e monitoraggi. La condivisione con il minore diventa l’elemento essenziale di questa prima fase. Durante questo periodo l’ospite è in totale isolamento, non ha contatti con la famiglia, non può utilizzare cellulari o computer, non ha contatti con l’esterno e non riceve informazioni di cronaca dal mondo esterno. Vive in un setting minimalista (arredo e abbigliamento), non viene mai lasciato solo ed è costantemente stimolato con colloqui psicologici, tecniche di rilassamento, attività ricreativa.
  2. pensare terapeutico: è il processo di cura altamente qualificato e fortemente personalizzato; l’equipe terapeutica multidisciplinare opera a sostegno e si pone come un contenitore che “accoglie e delimita” il mondo caotico dell’adolescente per aiutarlo a mentalizzare e dare senso ai suoi comportamenti e alle sue emozioni, promuovendo uno spazio di pensiero tra “l’impulso e l’azione”.
  3.  incrementum: è la fase di crescita attraverso un “pensare comune” che aiuti ad una maggior capacità di auto-osservazione e consapevolezza di sé , andando ad attivare quindi “un processo evolutivo” nella direzione di una maggior acquisizione di autonomia e di conseguente benessere globale.
  4. mutatio: è la fase di sgancio, dei rientri a casa (week end o festività) del graduale reinserimento sociale nel territorio di provenienza. Il setting in quest’area è molto curato, colorato e moderno, mutua il contesto domestico-famigliare. I ragazzi hanno a disposizione spazi di ricerca per occupazione lavorativa, Scuola o attività sportive.

L’accoglienza in Comunità può essere programmata per un arco temporale che varia tra i sei mesi e i tre anni.

rabbia
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